Bio

A proposito di Pina

Pina Massarelli, barese di nascita ma foggiana di adozione, inizia a lavorare la ceramica nel 1984 quando apre insieme ad altri soci il laboratorio di ceramica Terra e Fuoco. 

Prendendo spunto dalla ricca collezione del Museo Civico di Foggia, comincia a creare opere ispirate alla tradizione dell’antica popolazione dei Dauni, diventando un importante punto di riferimento per il territorio.

 

Già da molti anni Pina ha iniziato la sua ricerca sul culto della Dea Madre, a partire dagli scritti della famosa studiosa lituana Marija Gimbutas.

 Nell’ambito del suo progetto, Pina ha trovato interessanti corrispondenze tra la decorazione geometrica dauna e i simboli espressi nell’antica cultura della Dea.

 Nel 2015 Pina inaugura la sua prima mostra personale a Vieste, seguita da quelle al Museo Civico di Foggia e al Palazzo della Provincia di Foggia dell’anno successivo.

Il nostro corpo ha una Linea Mediana, anche il mondo ne ha una. Siamo alla ricerca di un nuovo ordine sociale che ci colleghi a quell'ordine che è dentro di noi sin dalla nascita. Tutti noi esseri umani siamo dotati di un patrimonio naturale di salute che si esprime attraverso la Respirazione Primaria. I miei studi di ricerca sulla salute mi hanno allenata ad un'abilità percettiva per ritrovare l'interezza del sentire la superficie della pelle, i diversi movimenti del diaframma, sentire il battito del cuore. Questo è il terreno per invitare la Respirazione Primaria a manifestarsi alla nostra percezione. Studiavo e scoprivo questo grande messaggio contemporaneamente, la mia attenzione socio-politica mi vedeva in contatto con un mondo di relazioni, soprattutto con donne, grande stimolo alla conoscenza. E fu allora che conobbi la realtà di questa civiltà antichissima di cui ci occupiamo oggi. Scoprivo che tra la ricerca sulla salute e la cultura della Dea c'era una forte risonanza. Si parlava di forza vitale, di movimento, di quiete, forme di vita che coincidevano. Capii che non c'era divergenza di pensiero tra la linea mediana, legata alla salute, e la ricerca sull'ordine simbolico della madre. Marjia Gimbutas combinava perfettamente il tutto e magicamente collegava ogni cosa. Combaciavano quelle miriadi di decorazioni che, a partire dai Dauni, avevo disegnato, per anni, sui vasi: decori geometrici che si sono rincorsi per millenni ed erano giunti nelle mie mani, fino ad allora decori indecifrabili. Dicevamo che erano simboli apotropaici, scaramantici ma sentivo che non mi bastava ci doveva essere altro. Erano losanghe, triangoli, foglie, forme di uccelli, clessidre, ecc. . Marjia Gimbutas mi ha aperta una porta, una porta viva. Avevo disegnato movimento,energia,forza della natura. Cominciavo a sentire la magia vera, c'era un filo che collegava le cose. E fu allora che separai i segni, li colorai, ogni segno aveva un significato energetico legato alla natura e divennero segni carichi di energia. Poi da quei simboli nacque una forma che somigliava a un corpo grande, sproporzionato, che mi ha portato a mettere insieme un concetto d'arte che si esprimeva nella semplice manipolazione di un pezzo di argilla.
Pina Massarelli
Artista